E’ da poco uscita sul Gazzettino un’intervista a Jacopo Poli, inizia con una domanda che guarda a quello che è stato, che è, e che sarà.
Cosa è cambiato negli anni nella Distilleria Poli e cosa no?
È costantemente migliorata la cura nella selezione delle vinacce e la gestione del processo di distillazione. Non è cambiato invece l’alambicco che ci accompagna da più di un secolo, composto da caldaiette a vapore a ciclo discontinuo; si tratta di un metodo artigianale che permette di ottenere Grappe morbide e che profumano di mosto fresco. È un po’ come l’evoluzione che c’é stata nel mondo dell’alta cucina: stessi fornelli e pentole di sempre ma migliori materie prime e innovazione nelle tecniche di cottura. È migliorata inoltre la presentazione dei prodotti ma é rimasto immutato il rispetto profondo che ci anima per il la Grappa e per i nostri consumatori.
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