- 55 gradi! Toni, sei matto! Chi vuoi che voglia una Grappa di 55 gradi?
- Fidatevi…
- Ma cosa credi, la gente preferisce i distillati leggeri, morbidi e fruttati!
- Fidatevi…
Era la sera del 24 maggio 1989: Toni Poli aveva invitato noi quattro figli alla trattoria di Schiavon, vicino la Distilleria, e stavamo cenando insieme:
- Ascolta papà, dai tuoi tempi molte cose sono cambiate e anche il gusto dei clienti oggi è diverso.
- Sarà vero, ma voi fidatevi lo stesso.
- E che tipo di vinacce vorresti distillare?
- Quelle che ci portano i contadini della zona, vinacce nostrane, miste.
- Miste? NOn esiste! Il mercato vuole Grappe di singolo vitigno!
- Fidatevi…e poi mettetela in botti di rovere e lasciatela lì
- Invecchiata! Figuriamoci, vanno solo quelle giovani. Toni, sei proprio fuori dal mondo
Inutile tentare di fargli cambiare idea. Allora parlammo di altro…
Mentre ce ne stavamo andando tentammo di convincerlo che una Grappa a pieno grado da vinacce nostrane invecchiata in botti di rovere era tutto il contrario di quello che chiedevano i consumatori.
- Fidatevi. Riempite di questa Grappa nove botti ogni anno fino a quando non ci sarò più, dopo potrete cominciare a metterla in bottiglia. Nel caso non ci sia una grappa buona nell’aldilà è meglio farsi una riservetta personale
- E perchè nove?
- Questo lo scoprirete da soli, forse…
Nel 1989 Toni Poli aveva settant’anni. Da allora abbiamo riempito dodici annate della Grappa che piaceva a lui e ora la stiamo imbottigliando in suo onore.
Jacopo Poli


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